Dai domiciliari provava a inquinare le prove raccolte contro di

Caltanissetta, Montante trasferito in carcere. "Ai domiciliari inquinava le prove"

Dai domiciliari provava a inquinare le prove raccolte contro di lui. Antonello Montante è stato arrestato oggi pomeriggio dagli investigatori della squadra mobile di Caltanissetta e trasferito in carcere. Svolta a sorpresa nell'inchiesta sull'ex presidente di Sicindustria: la procura nissena ha chiesto un aggravamento della misura cautelare per quanto accaduto negli ultimi giorni e il giudice delle indagini preliminari Maria Carmela Giannazzo ha disposto d'urgenza il provvedimento. Si apre un nuovo capitolo nel caso giudiziario che ha travolto uno dei simboli dell'antimafia: è accusato di aver creato due associazioni a delinquere, per spiare i magistrati di Caltanissetta e per orientare la gestione dei fondi pubblici dell'assessorato regionale Attività produttive. Montante, l'uomo di tanti misteri: due anni fa, i poliziotti trovarono una stanza segreta piena di dossier nella villa di Serradifalco dell'imprenditore, dove negli ultimi giorni è stato ai domiciliari.

Due settimane fa, invece, la notte dell'arresti, l'imprenditore provò a distruggere una trentina di pen drive su cui aveva nascosto parte del suo archivio. "Avevo paura che gli uomini alla porta fossero stati mandati dalla mafia per uccidermi", disse nel primo interrogatorio davanti al gip. Invece, aveva organizzato una grande messinscena per cancellare prove determinanti. E nei giorni scorsi a casa Montante sarebbero entrate anche delle persone non autorizzate. Per fare cosa? Il procuratore aggiunto Gabriele Paci e i sostituti Stefano Luciani e Maurizio Bonaccorso hanno già delegato al capo della squadra mobile Marzia Giustolisi nuovi accertamenti. Mentre domani è prevista la trasferta dei magistrati a Roma per interrogare alcuni degli indagati eccellenti di questo caso, l'ex presidente del Senato Renato Schifani e l'ex capo dei servizi segreti Arturo Esposito.