ELON Musk ce l’ha con i giornalisti. Non è certo

L'idea di Elon Musk: "Voglio un TripAdvisor per i giornalisti"

ELON Musk ce l’ha con i giornalisti. Non è certo il primo, non sarà l’ultimo. Nelle ultime ore non sembra twittare d’altro, sul suo profilo ufficiale sul social dell’uccellino. La ragione iniziale è un articolo che si concentra su alcuni difetti di costruzione della Model 3, l’ultimo modello dell’azienda di auto elettriche Tesla che ha fondato, e altre inchieste, per esempio quella del Center for Investigative Reporting del mese scorso, in cui si racconta la scarsa trasparenza del gruppo sugli infortuni agli operai nelle sue fabbriche. Non solo, nel mirino del potente imprenditore anche il modo in cui i giornali seguirebbero gli incidenti legati alle funzionalità di guida autonoma dei modelli della casa.
  Così, da ieri, il frizzante inventore ha iniziato a scagliarsi contro giornalisti, editori e testate allargando il discorso, facendone un tema filosofico, approfondendo le ragioni per le quali, a suo avviso, la stampa avrebbe perso credibilità. E raccogliendo perfino il plauso del figlio di Donald Trump, che ha recuperato uno di questi deliri per rilanciarlo sul suo profilo: “L’ipocrisia bigotta dei grandi gruppi mediatici che assicurano di pubblicare la verità ma poi diffondono il necessario per edulcorare il falso: ecco perché il pubblico non li rispetta più” ha twittato Musk fra interventi nuovi di zecca e commenti ai moltissimi che lo supportano o lo contestano. Non una parola sull’entusiasmo per le imprese dei razzi riutilizzabili Falcon né sul continuo fracasso, puntualmente coperto dalla stampa, sulle sue più strampalate idee di marketing e poco più, dai lanciafiamme in giù.
 
Going to create a site where the public can rate the core truth of any article & track the credibility score over time of each journalist, editor & publication. Thinking of calling it Pravda …
— Elon Musk (@elonmusk) 23 maggio 2018 Poi il passaggio su Trump: “Ogni volta che qualcuno critica i media questi urlano “Sei come Trump!”. Perché pensate che sia stato eletto? Perché nessuno vi crede più, avete perso credibilità molto tempo fa”. Alla fine la proposta choc: aprire un sito in cui valutare la credibilità dei giornalisti. Prima propone di battezzarlo “Pravda”, dal nome dell’organo ufficiale di stampa del Partito comunista sovietico, poi si ricorda di avere nell’enorme pancia delle sue proprietà un dominio già pronto, “You’re right!”, che potrebbe fare al caso. Una specie di TripAdvisor o Booking ma per la stampa, dove votare – chissà, magari con piccole penne al posto delle cinque stelle? – l’affidabilità di chi lavora nell’informazione. Per sondare la sua idea il cofondatore di PayPal lancia anche un sondaggio via Twitter ai suoi quasi 22 milioni di seguaci.
 
Secondo Musk, non nuovo a polemiche simili specialmente negli ultimi tempi, il problema starebbe nella necessità di raccogliere visite e pubblicità da parte della stampa. Anche se poi si lascia andare al più elementare complottismo, tentando di avvalorare la tesi secondo cui la ragione di tanta attenzione (negativa) nei confronti di Tesla sarebbe dal individuare nel fatto che la sua società non fa pubblicità mentre le aziende petrolifere sì. E così via, in una vera mutazione pseudotrumpiana. La campagna non sembra essersi fermata. Dopo alcune ore di pausa, infatti, Musk ha ripreso a twittare nella mattinata (italian) di giovedì passando ai toni dello sberleffo: “Fora media, potete farlo! Fate votare le persone per voi”.