ROMA - I sindaci di Lega e M5S aprono le

Bando periferie, prime crepe nel fronte Lega-M5S. Il sindaco di Milano Sala: "L'Anci faccia ricorso"

ROMA - I sindaci di Lega e M5S aprono le prime crepe nella "corazzata del cambiamento". Da Vicenza a Livorno, dopo il "congelamento" del bando periferie, i primi cittadini "amici" del governo esprimono timori e preoccupazioni mentre si inaspriscono le polemiche sull'emendamento al decreto Milleproroghe che blocca, almeno per ora, i progetti di riqualificazione urbana di un centinaio di comuni, "differendo al 2020 l'efficacia delle convenzioni" stipulate.

LE OPPOSIZIONI: "SI TORNI INDIETRO"
Le opposizioni, sebbene l'emendamento sia passato in prima lettura con voto unanime, vanno all'attacco. "Il governo fa il gioco delle tre carte ma deve tornare sui suoi passi e confermare i fondi per i quartieri popolari" afferma il segretario nazionale del Pd Maurizio Martina. "Con una scelta scellerata il governo ha deciso di sospendere 1,6 miliardi previsti nel bando per le periferie. Il Sud, e la Sicilia in particolare, subiranno le conseguenze di questi tagli irresponsabili. Ma a settembre, sul decreto Milleproroghe, daremo battaglia per sanare questo vulnus" annuncia la deputata siciliana di Forza Italia Stefania Prestigiacomo

Il governo torni sui suoi passi e confermi i fondi per i quartieri popolari. Bloccare questo impegno non è segno di cambiamento, è un grave errore che pagheranno tanti cittadini #periferie https://t.co/2ujVHB06bg
— Maurizio Martina (@maumartina) 10 agosto 2018
LA MAGGIORANZA CONTRATTACCA
La maggioranza, invece, fa quadrato e addossa le colpe al centrosinistra. "I progetti non sono stati bloccati. Si sono scritti e detti fiumi di stupidaggini. È un'assurda strumentalizzazione" dichiara Massimo Bugani, capogruppo M5S a Bologna, fedelissimo di Beppe Grillo e Davide Casaleggio. E, ricordando la sentenza della Consulta sulla seconda tranche di fondi, aggiunge: "Il governo precedente aveva fatto un pasticcio incostituzionale. Ora si cerca di sistemare il tutto, garantendo i fondi ai progetti già avviati e verificando gli altri". La sindaca della capitale Virgina Raggi dà man forte: "In Italia 96 comuni sono sul piede di guerra per il blocco dei fondi alle periferie? Non è così, rassicuro i romani che noi avremo i nostri 18 milioni per tre progetti importanti sulle periferie, tra l'altro vinti quando c'era ancora il governo Renzi perché i nostri evidentemente sono progetti credibili".

LE PRIME CREPE IN LEGA E M5S
Ma il fronte gialloverde si incrina. Filippo Nogarin, il sindaco cinquestelle di Livorno, comune dove in ballo ci sono 18 milioni di euro, denuncia al Corriere il "correttivo peggiore della toppa" e invita a trovare subito una soluzione mentre dal Veneto si alzano le voci preoccupate dei sindaci della Lega: "Sono già partiti i lavori e, per alcune opere, abbiamo anche incassato il 20 per cento. Il problema riguarda tutti" afferma il vicentino Francesco Rucco.

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SALA: "L'ANCI FACCIA RICORSO"
La protesta, tra i sindaci, dilaga. "Valuteremo ogni iniziativa utile al fine di evitare che le risorse previste dal bando periferie vengano sottratte ai comuni siciliani" promette il presidente dell'Associazione dei Comuni siciliani Leoluca Orlando. A Trento la musica non cambia: "Al governo, che sta già predisponendo la manovra finanziaria, servivano 2 miliardi di euro. E hanno pensato di congelare questi che erano stati previsti per il bando per le periferie" dichiara il sindaco trentino Alessandro Andreatta all'Adige. Bacchettando anche il Pd che, al Senato, non si è opposto. "Gorizia penalizzata per 18 milioni" tuona il Pd del Friuli Venezia Giulia mentre il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, torna ad attaccare: "È una scelta indifendibile. L'ha detto il presidente dell'Anci, questo è un furto con destrezza, penso che l'Anci debba fare ricorso. Hanno fatto una cosa che riteniamo illegittima". Concorda il sindaco di Reggio Calabria Giuseppe Falcomatà: "Oggi assistiamo ad un vero e proprio furto con destrezza di chi si presenta come governo del cambiamento, ma per le città è in peggio. C'è stata una grande mobilitazione nell'Anci che conferma come non ci sia una connotazione partitica". In ballo, nell'area metropolitana di Reggio Calabria, ci sono 58 milioni di euro. Il sindaco di Matera, Raffaello De Ruggieri, scrive una lettera al premier Giuseppe Conte: l’emendamento approvato al Senato, spiega, toglie al Comune 13,1 milioni di euro destinati a opere “determinanti per l’immagine di Matera Capitale europea della Cultura 2019”.