ROMA - Ironico, dissacrante, critico sulla società e perfino su

Andrea Pazienza, una mostra per ricordarlo a trent`anni dalla morte. E spuntano due inediti

ROMA - Ironico, dissacrante, critico sulla società e perfino su sé stesso. Ma anche riflessivo e poetico, sensibile e capace di una delicatezza disarmante. Andrea Pazienza, il Paz, è stato tutto questo. I suoi fumetti erano e continuano a essere un punto di riferimento: per gli appassionati di questo mondo ma anche per chi ci lavora e che con le sue vignette deve confrontarsi. A trent'anni dalla sua morte, il 16 giugno 1988 a Montepulciano, quando aveva soli 32 anni, quello che resta del Paz è la sua immensa produzione artistica e, per questo anniversario, 120 tavole originali saranno in mostra all'Arf Festival, negli spazi del Mattatoio di Roma, dal 25 maggio al 16 giugno 2018, in esclusiva nazionale. 

"Vogliamo avvicinare ad Andrea non solo chi lo conosce già, ma anche la nuova generazione di lettori cresciuta 'a pane e Zerocalcare' - dice Mauro Uzzeo, curatore assieme a Stefano Piccoli Alino della mostra dal titolo Andrea Pazienza. Trent'anni senza - che magari ignora che molti fumettisti giovani si ispirano proprio a lui. Ci siamo concentrati sul Pazienza fumettista, dai suoi esordi fino all'ultima opera rimasta incompiuta. E ci sono ovviamente i suoi capolavori, Penthotal e Zanardi in primis".

I 'pezzi forti' dell'esposizione sono due inediti. Il primo, racconta Uzzeo è spuntato fuori per caso: "Sono amico del regista Matteo Garrone e un giorno mi ha telefonato dopo aver saputo che stavo preparando la mostra. Mi ha raccontato di avere un'opera di Pazienza in casa, un vero e proprio gioiello: è un dipinto che rappresenta Zanardi a cavallo ed è composto da otto tele, alte più di due metri". Andrea Pazienza, una mostra per ricordarlo a trent`anni dalla morte. E spuntano due inediti